03 novembre 2025
Nella routine dell’HbA1c è possibile rilevare la presenza di talune varianti emoglobiniche mediante elettroforesi capillare anche senza usare il programma dedicato
Nella routine dell’HbA1c è possibile rilevare la presenza di talune varianti emoglobiniche mediante elettroforesi capillare anche senza usare il programma dedicato
Principio della metodica
Come noto, l’elettroforesi capillare è un metodo molto accurato per misurare l’emoglobina glicata. Questa metodica, focalizzandosi unicamente sui picchi della HbA1c e della HbA0, segue il principio del metodo di riferimento IFCC ed è caratterizzata da un elevato potere risolutivo.
Da anni Sebia ha sviluppato il kit dedicato HbA1c, le cui eccellenti prestazioni sono state più volte documentate.
Interferenze dovute alle varianti emoglobiniche
La presenza di varianti emoglobiniche può interferire nella migrazione all’interno del capillare e causare la comparsa di picchi anomali, rendendo più complessa la quantificazione precisa dell’emoglobina glicata.
Il software è inoltre dotato di una raccolta di elettroferogrammi specifici che facilita il compito del laboratorista nel riconoscimento delle varianti e permette di ottenere una misura affidabile della HbA1c anche in presenza di interferenze.
Evidenze di letteratura recenti
È stato recentemente pubblicato uno studio da un gruppo di laboratoristi di Cesena, in collaborazione con l’Ospedale Gaslini di Genova (Annals of Laboratory Medicine 2025;45:101‑104), nel quale si descrive la capacità del metodo in elettroforesi capillare per HbA1c di fornire risultati corretti in presenza di tre rare varianti emoglobiniche.
In questi casi, le varianti venivano risolte dal metodo tradizionale per l’emoglobina glicata (HbA1c kit), ma non dal metodo dedicato HEMOGLOBIN (E).
Descrizione dei tre casi clinici
4.1 Caso 1 – Hb Bleuland
4.2 Caso 2 – Hb La Desirade
4.3 Caso 3 – Hb Novara
Considerazioni interpretative
Dal mio punto di vista, osservo che, per tutte e tre le varianti emoglobiniche descritte in questa pubblicazione, le mutazioni sono silenti dal punto di vista della carica elettrica della proteina, perché comportano sostituzioni di aminoacidi neutri con altri residui neutrali.
Pertanto mi aspetterei che non si verifichi un cambiamento del profilo dell’elettroferogramma, come del resto è stato rilevato dal programma dedicato HEMOGLOBIN(E).
Gli autori ipotizzano che la capacità del kit HbA1c di separare tali varianti sia legata alla presenza nel tampone di acido dicarbossifenilboronico, che aumenterebbe il potere separativo in caso di sostituzioni fra residui neutri.
Sarebbe interessante vedere se lo stesso potere risolutivo maggiore dell’HbA1c kit si manifesti anche in presenza di sostituzioni di un aminoacido acido (ad esempio Glu) con un altro acido (Asp), oppure di uno basico (ad es. Arg) con un altro basico (Lys), cioè per quelle varianti Hb nelle quali la sostituzione si ha tra residui amminoacidici con punto isolelettrico molto simile e quindi con produzione di un’ emoglobina anomala dal comportamento elettroforetico molto simile a quello della HbA.
Raccomandazioni operative
Indipendentemente dalla metodica adottata, è essenziale ricordare che nessun singolo metodo è in grado di identificare tutte le possibili varianti emoglobiniche. Per questo motivo, in presenza di quadri clinici rilevanti, è raccomandato: utilizzare almeno due metodologie distinte per la misura dell'HbA1c, al fine di garantire una diagnosi accurata e affidabile.
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